Metro C: per la viabilità il nodo è via Nola-viale Castrense

immagineDue soluzioni, più che altro lo scioglimento di due problematici “nodi” per i progetti relativi alla viabilità nella zona San Giovanni. E’ quanto si trovano ad affrontare i tanti comitati di cittadini alle prese con i progetti del “dopo metro C”, cioè dell’assetto del traffico dopo l’apertura della stazione della metropolitana linea C di San Giovanni, prevista per il 2017, ma forse più realisticamente collocabile nel 2018.

In queste settimane diverse associazioni e comitati di zona sono alle prese con una sorta di legittima “progettazione partecipata”. Cioè i cittadini del quartiere vogliono dire la loro dopo un decennio di disservizi e di problemi creati o amplificati dai cantieri della metropolitana, specie lungo tutta via La Spezia e largo Brindisi. Così si moltiplicano i progetti, almeno tre quelli finora realizzati da tecnici indipendenti, che dicono unanimemente “no” alla situazione precedente ai cantieri, quando le principali arterie viarie della zona – compresa via La Spezia – erano costantemente congestionate dal traffico.

L’orientamento comune è quello di aumentare le aree pedonali e le superfici verdi, assicurare spazio alle piste ciclabili, riservare attenzione al parco lungo le mura aureliane. Ma sulle soluzioni specifiche non mancano pareri discordanti.

Il primo “nodo” riguarda viale Castrense. C’è chi, assecondando i dettami del PGTU, il piano generale del traffico urbano e i desiderata della Sovrintendenza, ritiene che la strada lungo le mura aureliane vada completamente chiusa al traffico per creare un grande parco urbano, collegato anche alla scuola “Carducci” di via La Spezia. Ciò creerebbe però un indubbio problema all’enorme flusso di traffico proveniente dalla tangenziale, che non avrebbe più lo sbocco su viale Castrense per raggiungere San Giovanni e l’Eur, ma sarebbe convogliato su via Nola, con un semaforo a meno di cento metri che farebbe indubbiamente da “tappo”.

Un altro progetto, appoggiato dal Comitato San Giovanni, mira invece a creare un’isola verde e pedonale in via La Spezia, davanti alla scuola “Carducci”. Il traffico della tangenziale avrebbe sbocco, come oggi, in viale Castrense, mentre via La Spezia – indubbiamente più abitata – riacquisirebbe un po’ di qualità della vita. L’area verde antistante la scuola “Carducci” rappresenterebbe anche un luogo di lettura limitrofo alla biblioteca “Mandela” (ex “Appia”).

C’è una terza soluzione che mantiene il traffico a viale Castrense, ma dividendo in due la strada, con flussi contrari tra loro (una locale e l’altro di scorrimento).

Altro “nodo” riguarda i flussi del trasporto pubblico: con l’apertura della stazione di San Giovanni e la conseguente soppressione della circolare linea Atac 51 (Lodi-Chigi), dopo quella recente dell’810, il trasporto pubblico in zona rischierebbe il collasso, anche per la proposta di ripristinare il vecchio percorso delle linee 16 e 81 su via La Spezia e largo Brindisi e di lasciare la sola linea 85 su via Taranto. Sarebbe, invece, preferibile adottare la chiusura totale del tratto di via La Spezia antistante la scuola “Carducci”, lasciando l’attuale percorso comune delle linee 16, 81 e 85 lungo via Taranto, poi in via Faenza (che potrebbe diventare corsia preferenziale), quindi in via Appia Nuova davanti al negozio Sabatini e alla fermata della metropolitana linea A, che manterrebbe la funzione di nodo di scambio tra una decina di linee (16, 81, 85, 87, 218, 360, 590, 650, 665, 673).

Il dibattito resta aperto, nella speranza – una volta tanto – che la voce dei tanti cittadini residenti in zona sia valutata per le soluzioni finali.

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