Il VII Municipio fa “piedino” da villa Lazzaroni

Ciò che sembrerebbe un piede scalzo – immortalato da uno scaltro obiettivo fotografico – fa capolino da una finestra di quell’edificio a villa Lazzaroni che a lungo ha ospitato la sede del IX Municipio. Edificio che, con la molto discutibile riforma amministrativa, è stato declassato a semplice succursale del neonato VII Municipio, un imponente “mostro urbanistico” che, accorpando l’ex IX e l’ex X, cioè da piazzale Appio fino a Morena (oltre 400mila residenti), ha assistito inerme al progressivo spostamento di tutti i servizi verso la sede di Cinecittà.

Ora, dulcis in fundo, la palazzina sembra aver perso una qualsiasi funzione, dal momento che è chiusa da mesi (ufficialmente per emergenza Covid). salvo servire a qualcuno, non proviamo ad immaginare con quale postura, per rinfrescare i piedi sudati alla finestra.

Forse il proprietario del piede, per una disconnessione spazio-temporale, ha creduto per un attimo di essere in un casalingo smart working della pubblica amministrazione – che comunque dovrebbe essere una cosa seria – computer in pancia ed arto inferiore al fresco di un giardino pubblico? Oppure, come Fantozzi nel film d’esordio, è rimasto chiuso nei bagni della struttura in attesa che venga “liberato” con la fine dell’eccessivamente lungo lockdown? O ancora, si vuole godere la tranquillità di un edificio desolatamente vuoto, dopo anni di burocrazia e scartoffie “al servizio” del povero cittadino?

E che dice la signora Lozzi Monica, governatrice del Municipio, ben radicata nel suo comodo ufficio di Cinecittà, di questa succursale chiusa di marzo, diventata luogo di posizioni corporee non proprio da bon ton?

(Foto Gianluca Renato Mastronardi)

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