I ricoveri antiaerei 1940-1944 nei quartieri Tuscolano e Appio Latino

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La mappa dei ricoveri antiaerei pubblici nei quartieri Tuscolano e Appio-Latino di Roma durante la Seconda guerra mondiale. Un documento prezioso, che il Professore Nicola Bruni ha trovato nell’archivio del padre, il maresciallo dell’esercito Giuseppe Bruni, il quale nel 1944, dopo essere stato licenziato dal Ministero della Guerra, dove prestava servizio, per essersi rifiutato di giurare fedeltà alla Repubblica nazifascista di Salò, trovò un impiego comunale come guardiano di un ricovero. Una storia di tanti e tanti anni fa che vede protagonista il nostro quartiere e la paura della guerra, nella memoria storica di un uomo che riporta alla luce dei documenti di grande interesse per noi e per le nuove generazioni come monito per gli errori passati.

Altri tempi, cancellati e soprattutto dimenticati, che pure hanno lasciato profonda traccia nelle generazioni che ci hanno preceduto.

Alla mappa di zona è associato l’elenco dei ricoveri disponibili con i relativi indirizzi e quello delle trincee, fossati dove ci si poteva riparare dalle schegge dei bombardamenti.

Per ciascun riparo è indicata anche la capienza massima. I ricoveri più capienti si trovavano negli scantinati di alcune scuole. Per esempio, il ricovero della scuola A. Diaz, in Via Acireale, poteva accogliere fino a 2500 persone, quello del liceo-ginnasio Augusto, in Via Tuscolana, 2200; quello della scuola elementare Guglielmotti (oggi Manzoni), in Via Vetulonia, 1500. L’opuscolo qui riprodotto è datato “Novembre 1941 – XX”, e contiene anche le norme che la popolazione doveva seguire per l’uso dei ricoveri antiaerei in caso di allarme. E’ da notare, nella mappa, che alcune aree periferiche degli attuali quartieri Tuscolano e Appio-Latino erano zone di campagna.

Niente più lascia presumere che nella pancia di tutti i nostri luoghi di quartiere, tanto comuni da diventare ormai invisibili, ci fossero un tempo dei ricovero antiaerei. Ma per i nostri genitori, i nostri nonni, quei siti ricordano le paure, le notti insonni, le sirene lancinanti e i bengala che squarciavano le tenebre, la corsa affannosa nei punti di ritrovo stipati di gente impaurita e poi i rombi degli aerei e le bombe che portavano distruzione e morte.

(Fonte e foto Nicola Bruni)

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2 risposte a I ricoveri antiaerei 1940-1944 nei quartieri Tuscolano e Appio Latino

  1. Giorgio palumbo scrive:

    Io non ero nato, ma le mie sorelle mi hanno raccontato che avevano scavato un piccolo rifugio al centro del giardinetto di piazza S.Maria Ausiliatrice (quello davanti le suore), ma non ci sono mai andati perchè, se cadeva una bomba proprio lì, avrebbe seppellito tutti quelli che c’erano dentro! Si accontentavano di scendere nelle cantine del palazzo sito al n. 33 della piazza, dove abitavano. Un giorno cadde una bomba all’incirca dove c’è ora largo Orazi e Curiazi, che non è tanto lontana dallo stabile, separato solo da via Manlio Torquato. Tutti credevano che fosse stato colpito il palazzo! Scene di panico assurde! Chi diceva che sperava non fosse stato colpito l’ottavo piano ma, al massimo, il nono; chi diceva che stava al nono e sperava che fosse stato colpito il lato destro perchè lui stava al sinistro…tutti impazziti e nessuno osava aprire la porta della cantina! Finchè la porta si spalancò e si vide l’ombra in controluce di un inquilino che si era nascosto da un’altra parte che gridò: “Ahò, ma che ca…state a fà?” E capirono che l’edificio NON era stato colpito!!!

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