Appioh “sfonda” il tetto dei 50mila lettori al giorno

Letture Appioh“Appioh”, nato meno di un anno fa dalla passione di un gruppo di abitanti dell’Appio-Tuscolano per i propri quartieri, continua a polarizzare attenzioni crescenti da parte di lettori sempre più numerosi. Questa settimana, nella giornata di sabato 17 settembre, abbiamo oltrepassato per la prima volta quota 50mila lettori in 24 ore, toccando l’invidiabile primato di 62.370 utenti in una giornata. Sono numeri da importante quotidiano. Per la prima volta abbiamo “sfondato” anche il tetto dei 200mila lettori in una settimana. Ormai il giornale viaggia stabilmente sopra i 10-15mila lettori al giorno, negli ultimi giorni sopra i 30mila.

Al di là dei numeri, che ci piace condividere  con voi, sentiamo il dovere di ringraziare quanti ci seguono quotidianamente, in particolare i tanti che lo fanno con entusiasmo, nonché i numerosi abitanti dei quartieri tra il VII e il I Municipio che ci scrivono, stimolando anche le nostre riflessioni.

“Appioh” è nato come uno strumento per condividere idee e attenzioni verso luoghi della nostra identità e, per tanti di noi, della memoria più o meno lunga. Un giornale realmente, orgogliosamente e coerentemente territoriale, dalla testa ai piedi, che non è costituito da marchi replicati in franchising anche nei nostri quartieri per “accaparrare”, zona per zona, lettori e numeri, ma crede che in questo spicchio di Roma si possa – dall’interno – salvaguardare, rafforzare e promuovere un’identità comune.

La maggior parte delle persone che scrivono su questo giornale è nata e cresciuta tra San Giovanni, Re di Roma, l’Appio-Latino, il Tuscolano, riservando un forte interesse per i luoghi dove vive e/o lavora. Confrontarsi on-line significa, per noi, valorizzare quanto di buono questi quartieri – per fortuna – sanno ancora offrire e non sottrarsi dal denunciare ciò che non funziona con lo scopo concreto di risolvere problemi attraverso un po’ di buona volontà.

“Appioh” è dunque venuto alla luce non come un’iniziativa commerciale, per quanto quel po’ di pubblicità allevia le spese, ma come un vero e proprio “atto d’amore” che si muove dalla società civile: sogniamo territori migliori, servizi che funzionano, spazi crescenti di aggregazione. Su questa strada – i numeri ce lo confermano – siamo sempre di più.
 
 
 
 

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