27 luglio 1993: la bomba contro San Giovanni in Laterano

Esattamente un anno fa. Dar al-Islam, rivista online in francese dell’Isis, è uscita con pagine piene di consigli operativi. Ha invitato i seguaci in Occidente a colpire i cristiani con «l’obiettivo di piantare la paura nei loro cuori» e indicato i bersagli: tra questi le chiese e i luoghi di culto.

Nel 1993 non c’era la guerra di religione ma c’era la mafia , i servizi deviati e la strategia del terrore.

E proprio il 27 luglio di quell’anno a Roma esplosero due bombe danneggiando gravemente la chiesa di San Giorgio al Velabro e la basilica di San Giovanni in Laterano.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, i mafiosi Lo Nigro, Spatuzza e Giuliano si portarono a Roma il 26 luglio e nella serata del giorno successivo rubarono altre due Fiat Uno, accompagnati da Benigno e Scarano: le due auto rubate furono portate nel magazzino di Di Natale sulla via Ostiense, dove Lo Nigro e Benigno provvidero a imbottirle con l’esplosivo già conservato lì; la sera stessa, Lo Nigro portò la prima autobomba davanti San Giorgio al Velabro mentre Spatuzza, Benigno e Giuliano portarono la seconda a San Giovanni in Laterano, accendendo le rispettive micce: le esplosioni, che avvennero a distanza di quattro minuti l’una dall’altra, provocarono ventidue feriti ma nessuna vittima, nonché gravi danneggiamenti alle due chiese.

Di seguito il servizio del TG3 di quel triste giorno


 
 
 
 

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