Via Tommaso da Celano: agli arresti domiciliari lo stalker della pasticceria

Fonte: Giornale.it:

Odiava così profondamente quella pasticceria situata sotto casa che era arrivato ad utilizzare il web per insultare e diffondere strane voci su come veniva svolto il lavoro nell’esercizio commerciale.Senza tralasciare le azioni, come sputi contro le vetrine del negozio e l’urina, i mozziconi di sigarette ed i petardi lanciati dalla finestra di casa contro il laboratorio. Inoltre, il proprietario della pasticceria si era ritrovato più volte con la colla nelle serrature del locale.

Lui, il 50enne romano Federico F,, era divenuto un vero e proprio stalker condominiale. Non si sa cosa abbia prodotto in lui questo astio. Forse i profumi dei cornetti appena sfornati o le fragranze delle torte. O ancora, la felicità dei clienti che uscivano soddisfatti dal negozio con i loro invitanti prodotti.

Quel che è certo è che l’uomo ha reso la vita difficile a quanti lavoravano onestamente e duramente nella nota pasticceria “Rugiati” in via Tommaso da Celano, all’Appio Latino.

Come riporta Il Messaggero, il “nemico dei dolci” aveva creato un falso account Facebook , Federico Senzanome, con il quale lanciava insulti e metteva in guardia i clienti dal comprare in quel negozio. “In vent’ anni zero ristrutturazioni. Uno schifo. Ci sono pure i topi”, aveva scritto in un post il 50enne. Il tutto con la speranza di allontanare gli avventori così da ridurre il giro di produzione e vedere i lavoratori sul lastrico.

L’uomo era arrivato persino ad inviare al proprietario della pasticceria lettere anonime con frasi inquietanti come “avvelenano la gente” e “faccio una strage”.

Per l’uomo ogni azione era buona pur gettare discredito sull’onorabilità dell’attività. Un persecutore dei dolci che, ironia della sorte, da giorni è costretto a convivere con gli aromi tanto odiati. Il giudice lo ha messo agli arresti domiciliari dopo 5 anni conditi da atti violenti, insulti e frasi diffamatorie.

Federico F. lo scorso maggio si era presentato davanti alle vetrine con una pistola in mano avvertendo tutti che era pronto a compiere una strage. L’uomo era stato arrestato per resistenza ai poliziotti intervenuti su richiesta del pasticciere.

Rimesso in libertà aveva continuato con la sua condotta. Proprio non poteva resistere all’odio verso i dolci. Così il caso è tornato in procura. Il pm Vincenzo Barba ha sollecitato un mandato di cattura con il giudice Andrea Fanelli ha accolto la misura risparmiandogli, però, la cella con un’avvertenza. “Di fronte a ogni tentativo di comunicare con l’esterno, compreso tramite internet, la misura potrà essere sostituita col carcere”. “Considerata la durata e la pervicacia delle condotte”, il giudice aveva ipotizzato che l’uomo non avrebbe interrotto la sua azione.

Sono state le minacce di morte alla famiglia e ai dipendenti a spingere il proprietario della pasticceria a presentare a luglio l’ ultima denuncia. In una delle ultime querele, la vittima aveva riferito che il condomino molesto, a pochi giorni dal suo arresto, aveva fatto ritrovare su un tavolo una sua foto con una pistola.

Il giudice non ha avuto“dubbio sulla natura persecutoria delle condotte dell’ indagato reiterate in modo ossessivo a causa della asserita insostenibilità degli odori provenienti dal laboratorio”.

Posto agli arresti domiciliari, l’uomo dovrà sopportare quei fastidiosi odori, almeno per lui, che si elevano dalla pasticceria. Se proprio non li sopporta potrà sempre chiudere le finestre. Altrimenti per lui si potrebbero aprire le porte del carcere.

(Il Giornale.it)

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.