Via Pianciani: proteste per il trasferimento del Provveditorato

PiancianiDovrebbe finire al Torrino il Provveditorato agli studi di Roma dalla storica sede di via Pianciani all’Esquilino, a due passi dalle stazioni della metropolitana di Manzoni e Vittorio. Colpa della “spending review”. Sembra che per l’affitto del palazzo, prima a carico della Provincia di Roma e oggi della Città metropolitana, l’ente debba sborsare quasi cinque milioni di euro all’anno. Inoltre il numero dei dipendenti, sempre a causa dei tagli, è sceso a circa duecento unità ed i sette piani appaiono oggi esagerati.

Il trasloco dovrebbe avvenire dal prossimo 31 dicembre: dall’immobile di via Luigi Pianciani del fondo Fimit, la cui quota di maggioranza spetta all’Inps, alla nuova sede di viale Giorgio Ribotta, presso viale dell’Oceano Pacifico, non molto lontano dalla sede centrale del ministero della Salute. I dipendenti del Provveditorato (che da qualche anno si chiama Ufficio scolastico), sono ovviamente sul piede di guerra per questo trasloco dal centro alla periferia. Così hanno preso parte a diverse riunioni con questo solo tema all’ordine del giorno. Ma in nome del risparmio non sembra davvero possibile un dietrofront.

I disagi saranno però avvertiti anche dagli utenti: moltissimi professori abitano in zone centrali o semicentrali e il trasloco al Torrino appare davvero poco idoneo.

Il palazzone di via Luigi Pianciani ha rappresentato un punto fermo per la storia della scuola a Roma: non a caso in zona sono ubicati da anni numerosi sindacati scolastici, nonché distributori librari. Il trasferimento rischia certamente di apportare ulteriore desertificazione in un’area caratterizzata da un alto numero di scuole, quindi pressoché deserta nel pomeriggio. C’è anche il rischio, svuotati gli uffici, che l’edificio possa rientrare negli appetiti delle occupazioni, in zona già presenti nel palazzo ex Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme.

Ma la storia di via Pianciani, un po’ come in un vecchio film di Totò, è legata soprattutto al mestiere più antico del mondo: qui dimoravano numerose prostitute. Forse sarà il loro ricordo a surclassare quello non sempre felice della burocrazia.

 

(Pierino Vago)

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