Stazione di Piazza Zama: come la composizione architettonica potrebbe cambiare il volto di un quartiere

La rigenerazione urbana attraverso la creatività è una pratica di riqualificazione del territorio che sta sempre più prendendo piede. Una spinta architettonica che nasce dai giovani, in questo caso da un giovane architetto, Silvia Pantaleone, che ci scrive e ci invia una sua relazione. L’ agognata stazione ferroviaria di Piazza Zama riuscirà mai a vedere la luce?  Che bello sarebbe donare una nuova vita al quartiere, vestire il triste grigio del cemento di nuovi colori e dare la possibilità di risplendere di una nuova vita.

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Negli ultimi anni assistiamo alla nascita di numerosi progetti inerenti alla realizzazione della nuova stazione ferroviaria di Piazza Zama. In virtù di tale interesse a conclusione del percorso universitario ho rivolto lo studio della mia tesi di laurea, presentata nella facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma, alla predisposizione di un progetto che prevede la realizzazione della nuova stazione di Piazza Zama. Il mio lavoro è stato sostenuto e seguito per l’intera fase di progettazione dal Prof. Arch. Ruggero Lenci, docente di Architettura e Composizione architettonica, presso l’Università La Sapienza di Roma ed dal Prof. Ing. Gabriele Novembri, docente di organizzazione del cantiere, presso la medesima Università, rispettivamente come figure di Relatore e Correlatore, ai quali devo un sincero ringraziamento. In questo studio ho elaborato un progetto per la costruzione della stazione ferroviaria Zama, collocandola al di sopra dell’attuale tracciato ferroviario e sviluppandola tra il ponte di via Siria e quello di via Latina. Il progetto evidenzia la possibilità di garantire una buona connessione con il tessuto urbano esistente, sviluppando la costruzione su due soli piani. Il piano superiore composto di una biblioteca, una sala proiezione (di modesta capienza), servizi e zona ristoro, mentre al piano inferiore potrebbero essere posizionati gli uffici del personale, cui si aggiungono esercizi commerciali e la predisposizione di un grande spazio dedicato al “mercato”, in cui si auspica la possibilità di aprire alla vendita di prodotti del vicino parco della Caffarella. Per ciò che riguarda la riqualificazione di Piazza Zama il progetto si pone come obiettivo di mantenere, l’attuale funzione dell’infrastruttura, quale capolinea della linea urbana, 360 e di parcheggio a raso, ma, nella mia visione da progettista, ho pensato che potrebbe essere integrato mediante la realizzazione di un parcheggio interrato, dotato di oltre 100 posti auto e più di 40 posti per scooter e moto. Così facendo l’estetica dell’attuale Piazza rimarrebbe inalterata, ma, allo stesso tempo, l’infrastruttura, anche in previsione di un maggiore afflusso di traffico, risulterebbe funzionale allo scopo con l’ulteriore pregio di potervi installare spazi di verde pubblico, dedicati alla sola percorrenza perdonale in connessione con l’attuale accesso al parco della Caffarella situato in via Bitinia. Non da ultimo emerge il mio intento di rendere l’intera struttura accessibile alle persone a mobilità ridotta, che a differenza della vicina stazione Tuscolana, potrebbero utilizzare ogni spazio ed ogni banchina autonomamente. Dal punto di vista della viabilità la stazione, così ideata, potrebbe inserirsi quale snodo del tratto ferroviario della line FL1 (Orte-Roma-Fiumicino), della line FL3 (Roma-Viterbo), nonché della linea FL5 (Roma-Civitavecchia), con una sensibile diminuzione della portata del traffico e dei tempi di percorrenza. Infatti l’installazione della Stazione di Piazza Zama, oltre a servire i principali nodi di scambio, permetterebbe agli utenti tutti di raggiungere più agevolmente tanto i quartieri interessati dal servizio delle linee ferroviarie sopra menzionate, quanto luoghi di particolare interesse quali San Pietro, Trastevere, le principali stazioni ferroviarie di Roma, ma anche la zona del litorale Nord Ovest della Capitale.

Dott.ssa Ing. Arch. Silvia Pantaleone

 

   

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