Scuola Garibaldi: lettera aperta di un genitore “sconfortato”

Sono il padre di una bambina che frequenta la scuola Giuseppe Garibaldi di Via Mondovì, nel VII Municipio di Roma. Come tutti i genitori degli alunni di questa scuola, in questi giorni assisto incredulo alla sequenza di furti che hanno interessato il nostro plesso senza che ciò abbia conseguito iniziative sostanziali da parte di qualsiasi organo competente. La Scuola, il MIUR, il Municipio, gli organi di controllo, tutti hanno brillato per la loro assenza di iniziativa. In particolare, la direzione della Scuola e chiunque ne condivida la funzione gerente ha dato prova di sconcertante negligenza negli ultimi mesi nei quali con frequenza crescente si sono succeduti effrazioni, atti di vandalismo e furti di ogni tipo. Soprattutto computer portatili e fissi, monitor, materiale didattico vario e gli zaini dei bambini sembrano i beni di maggior gradimento dei nostri affezionati visitatori notturni. L’incredibile serie di furti, limitandoci solo a quelli avvenuti negli ultimi mesi, è presto detta:
o notte tra l’1 ed il 2 giugno c.a.
o notte tra l’8 e 9 ottobre c.a.
o notte tra il 26 e 27 novembre c.a.
o notte tra il 28 e 29 novembre c.a.
o notte tra il 30 novembre e 1° dicembre c.a.
e purtroppo è difficile pensare che i ladri si fermino qui, vista l’estrema facilità con la quale hanno potuto violare l’edificio scolastico, data la totale mancanza di strumenti di protezione o di deterrenza. La mia attenzione comunque non si rivolge ai criminali ed alle loro gesta, bensì ai responsabili della situazione drammatica in cui versa la nostra scuola. Infatti, i dirigenti che si sono succeduti negli ultimi anni e tutti coloro che hanno avuto o tuttora esercitano funzione gerente o di controllo, ben conoscono lo stato di degrado in cui versa la Scuola Garibaldi. Ovvero: o totale mancanza di un sistema d’allarme e/o di videosorveglianza;
o piano seminterrato dell’edificio, da dove sono avvenute le ultime effrazioni, con ambienti
inagibili e fatiscenti; o cancello-portale d’ingresso con serratura microscopica rispetto alla dimensione delle ante; o porte di emergenza con maniglioni antipanico vetusti, malfunzionanti, oppure da rimettere ex novo; o porte di uscita dal seminterrato verso l’esterno in ferro completamente arrugginite; o grate delle finestre comunicanti sulle strade insufficienti a prevenire effrazioni; o sistemi informatici facilmente accessibili, perché collocati in ambienti aperti (stessa cosa dicasi per il prezioso archivio della scuola);
o …. In sintesi, un edificio che a prescindere dai furti subiti necessitava da tempo di urgenti lavori di manutenzione. Nonostante lo stato di fragilità della scuola che ho descritto solo in minima parte, il succedersi degli eventi delittuosi non ha suggerito di contrapporre alcuna azione efficace atta a limitarli.
Perché?
Le uniche azioni di cui si hanno notizie sono una denuncia di furto alle autorità competenti
(Carabinieri) ed un controllo sommario da parte del corpo docente delle rispettive aule di
competenza.

Punto. 1. Nessuna evidenza di un controllo adeguato di aree comuni, nonostante i ladri abbiano violato un’area sensibile come la mensa, con conseguenti rischi per i nostri bambini. 2. Totale assenza di pulizie straordinaria post intrusione.
3. Nessuna richiesta d’intervento da parte dell’ASL per certificare la salubrità dei luoghi
violati dagli intrusi                                                                                                                        4. Soprattutto nessuna azione atta a limitare future effrazioni che puntualmente si sono verificate con sistematica cadenza.

Perché?
Eppure, i genitori attraverso i propri rappresentati, ma non solo, hanno più volte sollecitato gli
organi competenti a prendere provvedimenti rispetto alla situazione drammatica in cui versa la scuola. In particolare, hanno evidenziato la mancanza di strumenti antintrusione e l’estrema facilità di accesso dall’esterno, la necessità di salvaguardare i bambini dalle conseguenze delle intrusioni nelle cucine, nelle classi e nei luoghi comuni e di proteggere i dati sensibili di soggetti minori in possesso della Scuola. Ad oggi tutti questi appelli non hanno sortito alcuna risposta.
Perché?
Ogni mattina noi genitori portiamo a scuola i nostri figli nella certezza che vengano accolti in un ambiente salubre, sicuro ed all’altezza della prerogativa educativa e sociale della Scuola. Vedere questa fiducia completamente infranta è per me motivo di amarezza, rabbia ed estrema preoccupazione. Citando Piero Calamandrei, “Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la Scuola può compiere”, ma sicuramente il nostro Costituente immaginava una scuola diversa dall’attuale Scuola Primaria Giuseppe Garibaldi.

   

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4 risposte a Scuola Garibaldi: lettera aperta di un genitore “sconfortato”

  1. Adriana scrive:

    Questa lettera non è firmata. Perché

  2. appiohblog scrive:

    Il papà della bimba che frequenta la scuola non si è voluto firmare probabilmente per evitare di coinvolgere la figlia in polemiche e/o distrarla dal suo percorso scolastico

  3. appiohblog scrive:

    Buonasera! Sono una insegnante della scuola Garibaldi. Devo sottolineare come il vostro blog, accogliendo lettere aperte di genitori sconfortati che non si qualificano con le proprie generalità, e che gettano fango su una comunità educante che da anni si impegna, tra mille difficoltà dovute alla totale assenza delle istituzioni preposte, a mandare avanti un plesso con gravi criticità strutturali, non fa certo un buon servizio a quella comunità educante di cui io, insieme ad altre maestre sono onorata di fare parte. Di questa comunità fanno parte anche taluni genitori che umilmente di sporcano le mani dandoci una mano per sopperire alle inadempienze delle istituzioni preposte.
    Con l’aiuto di questi genitori abbiamo valorizzato l’archivio storico e ripulito gli scantinati. Mi riferisco all’Associazione Anita ma anche a tanti altri che ci sostengono. Continuiamo a trasmettere ai nostri alunni i valori della memoria, dell’antirazzismo, dell’inclusione custodendo senza l’aiuto di nessuno documenti antichi e aprendo le porte a ex alunni, testimoni delle leggi razziali. Oggi Annita Garibaldi Jallet ci ha tenuto una lezione magistrale sulla Costituzione.
    Tinteggiamo vecchi corridoi con il ricavato dei mercatini natalizi. Non abbiamo bisogno di fango sul nostro lavoro. La prego di pubblicare questo mio intervento per non farmi pensare di essere di parte.
    Cordiali saluti, Silvia Vincenzi

  4. Paola scrive:

    Caro genitore scontento , perché non detrai dal tuo tempo libero un po’ di tempo per darci una mano a tinteggiare ed a rimettere a posto la nostra ( e vostra ! ) bellissima scuola ? È facile parlare, soprattutto protetto dall’anonimato, ma importantissimo è l’agire !!! Pensa soltanto al bell’esempio che sicuramente daresti a tua figlia…
    Riflettici e dalle un bel segnale, magari uscendo dall’anonimato ed assumendoti la responsabilità di quello che hai scritto
    Cordialissimi saluti
    La maestra Paola

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