San Giovanni a Porta Latina

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La chiesa di S.Giovanni a Porta Latina, così chiamata per la vicinanza alla porta Latina, fu fondata da Gelasio I nel V secolo, riedificata da Adriano I nel 772 e restaurata nel 1191, anno in cui, sotto Celestino III, furono traslate qui le reliquie dei Ss.Gordiano ed Epimaco. La chiesa sarebbe sorta a ricordo dell’evento miracoloso [1 Cuspide di S.Giovanni in Oleo] per cui S.Giovanni subì la prova dell’olio bollente uscendone illeso: il miracolo è ricordato dall’adiacente cappellina denominata S.Giovanni in Oleo. Originariamente la chiesa era tenuta da una congregazione spirituale dedita alla povertà ma nel tempo passò sotto
diverse amministrazioni. Nei primi anni del Novecento, quando veniva amministrata dalle suore di clausura, le Suore Turchine della Ss.Annunziata, furono rinvenuti affreschi medioevali che diedero l’impulso ad un’opera generale di ripulitura. Oggi la chiesa, certamente una delle più pittoresche tra le antiche chiese romane, è altamente suggestiva, specialmente dopo il grande restauro del 1940 dovuto ai Padri Rosminiani che nel frattempo ne avevano assunto l’officiatura (e che tuttora la gestiscono), che ridonò alla chiesa l’antica forma medioevale.

Questo interessante documento evidenzia l’unicità a Roma e nel mondo di questa chiesa, che nel tardo 500 celebrava, nel più assoluto riserbo matrimoni omosessuali.
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