Il Parco degli Scipioni

parco degli scipioni

Il Parco degli Scipioni copre un’area compresa tra via Latina e via Appia. La sua storia è strettamente legata ad una delle più importanti famiglie della Roma repubblicana. Il parco venne realizzato nel 1929 dall’architetto Raffaele de Vico e deriva dal Sepolcro degli Scipioni che si trova al suo interno, nel quale sono sepolti i membri della nobile famiglia. La tomba romana venne scoperta nel 1780 ed è legata ad eventi curiosi. Qui, infatti, sono inumati Lucio Scipio Barbato, console nel 298 a.C., che riportò vittorie sui Sanniti e sui Lucani; il figlio, che conquistò la Corsica e l’Algeria e Scipione l’Asiatico, che conquistò l’Asia Minore.

Il fatto strano è che non vi venne sepolto il ben più celebre Scipione l’Africano Maggiore, che aveva riportato molte grandi vittorie, fra cui quella su Annibale a Zama. Leggenda vuole che fu costretto ad allontanarsi da Roma a causa dell’odio degli avversari politici, si ritirò nella sua villa di campagna a Literno dove volle essere sepolto. Il parco è caratterizzato da alberi ad alto fusto, pini e cipressi, piante mediterranee, lecci, allori e mirti: il tutto fiancheggiato dai resti archeologici. Ci sono tre sistemi di viali che si incrociano diagonalmente, subordinati al più ampio viale centrale che parte dall’ingresso di Via di Porta Latina.

Proprio accanto all’ingresso del Parco degli Scipioni sorge il piccolo oratorio rinascimentale di San Giovanni in Oleo: anche questo piccolo tempietto custodisce una storia particolare. Si dice che sia stato edificato nel luogo dove avvenne il tentato martirio del santo. San Giovanni Evangelista, infatti, nel 92 d.C. sopravvisse all’immersione in una vasca di olio bollente, uscendone illeso. Preso atto dell’accaduto, l’imperatore Domiziano lo graziò, per poi accecarlo e mandarlo in esilio sull’isola di Patmos, dove ultra ottantenne scrisse il Libro dell’Apocalisse. Il visitatore curioso può quindi sfatare il pregiudizio dell’olio cotto ordinando un fritto misto alla romana, poiché dopo si potrebbe smaltire proprio con una bella passeggiata al parco e sulle Mura Romane.

(Fonte: Turismo.it)

 

 

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.