Pamela Mastropietro ricordata con un corteo-fiaccolata

Pamela0Un corteo-fiaccolata in memoria di Pamela Mastropietro, la ragazza romana assassinata nelle Marche due mesi e mezzo fa, ha avuto come scenario il quartiere Appio di Roma.

La partenza è avvenuta in via Saluzzo, strada dove abitava la ragazza, quindi il corteo è sfilato lungo via Appia Nuova con migliaia di persone, per poi raggiungere piazza dei Re di Roma, dove una panchina dipinta di rosso ricorderà la ragazza.

Le tante persone intervenute si sono strette attorno alla madre Alessandra Verni, per chiedere in particolare giustizia.

Importanti le presenze politiche, dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Tanti soprattutto gli esponenti del centrodestra, dal capogruppo di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli, al senatore Maurizio Gasparri, da Renata Polverini di Forza Italia a Barbara Saltamartini (Lega). E molti altri.

A fare letteralmente a pezzi la ragazza, secondo i primi accertamenti, sarebbero stati alcuni cittadini nigeriani. Il corpo fu ritrovato smembrato e chiuso in due trolley, a Pollenza il 31 gennaio scorso.

La famiglia della ragazza è ancora in attesa del nulla osta della magistratura per poter celebrare i funerali.

“La fiaccolata nasce per tenere alta l’attenzione sulla vicenda di Pamela, da intendersi come simbolo di tutte le vittime che sono state dimenticate e che stentano ad avere giustizia – spiega lo zio di Pamela e legale della famiglia, l’avvocato Marco Valerio Verni. “Vogliamo che gli inquirenti restino attenti sulla vicenda, come crediamo siano stati finora, e vogliamo che vadano a fondo. Vorremmo si smettesse di parlare di Pamela, come ha fatto qualcuno, come di una drogata facendo passare il messaggio che quasi se la sia andata a cercare. Pamela non era una drogata come qualcuno si ostina a far credere per offuscare il giudizio delle persone. Pamela era ricoverata nella comunità terapeutica perché soffriva di un disturbo della personalità grave che, come effetto secondario, la portava a usare stupefacenti come automedicamento, che è cosa diversa”.

Secondo la famiglia, Pamela non ha raggiunto i Giardini Diaz di Macerata per comprare droga ma perché voleva tornare a tutti i costi a Roma: “A noi risulta che era lì perché c’è la stazione di pullman diretti a Roma. Voleva tornare a Roma, dalla sua famiglia. In precedenza era andata alla stazione dei treni dove si era rivolta con insistenza per avere informazioni sulle partenze per tornare a Roma, ma uno per la Capitale era passato pochi minuti prima. Si dà tutto troppo per scontato – continua Verni secondo il quale “non è corretto neppure dare per vero tutto quello che dice Innocent Oseghale”, in carcere con le accuse di occultamento e vilipendio di cadavere e “che ha più volte cambiato versione”.

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