Mura Latine: al via i lavori: ” Corsa per salvare la torre”

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Imbragata, impacchettata, circondata da vistose fasce blu per sostenerne il peso ed evitarne il crollo. Così, da ormai una settimana, si presenta ai passanti e agli automobilisti la torre incastonata nel tratto di mura aureliane che all’Appio Latino congiunge porta San Sebastiano a via Talamone.

Per più di due anni, specie dopo il terremoto che ha scosso il centro Italia nell’agosto del 2016, il gigante si è mostrato in tutta la sua fragilità. Prima due lunghe e minacciose crepe sui lati e una rete arancione per evitare il passaggio dei pedoni sul marciapiede. Poi un transennamento più ampio, a invadere la carreggiata e a intasare una volta di più il traffico lungo la già intasata viale delle Mura Latine.

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Adesso, dopo il crollo del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami e il cedimento di parte della Rupe Tarpea, si è finalmente deciso di correre ai ripari. Da una parte per la salvaguardia dell’incolumità dei romani, dall’altra per preservare il torrione. Effetti della pressione mediatica e del monito di Alberto Bonisoli, ministro dei Beni culturali del governo pentaleghista: “Bisogna estendere i controlli a tutto il patrimonio. Va data priorità alla manutenzione e alla sicurezza”.

Come fanno sapere dalla Sovrintendenza capitolina, “i lavori per la messa in sicurezza dell’opera sono iniziati il 14 settembre ed è stato già completato un primo intervento sul paramento murario”. Ora si sta studiando la soluzione migliore per salvare quel tratto di mura: ” I tecnici sono al lavoro – continuano dallo staff del sovrintendente Claudio Parisi Presicce – stanno studiando l’intervento più opportuno per salvaguardare la stabilità della torre ” . Un’operazione da concludere al più presto.

In caso di crollo, la strada che porta fino all’incrocio con via Cristoforo Colombo verrebbe irrimediabilmente invasa dai detriti. Con tutti i rischi immaginabili: il tratto su cui si affaccia il torrione ferito è ad alto scorrimento, un continuo viavai di scooter e automobili. In più, a due passi dal cantiere, abita un osservatore vip; il proprietario di villa San Sebastiano è Claudio Lotito, patron della Lazio.

Fonte La Repubblica.it

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