Maxiemendamento: c’è il “Gra” delle bici

GrabSuggestivamente si chiama “Grab”. E’ il Grande raccordo anulare delle bici della Capitale, promosso da Legambiente, Touring Club Italiano, VeloLove e altre associazioni. La notizia del giorno è la sua inclusione nel maxiemendamento alla legge di Stabilità, per mettere a disposizione le risorse economiche per la sua immediata realizzazione.

Il progetto del “Grab”, in sostanza, prevede un anello ciclopedonale a Roma sul modello delle ciclovie turistiche.

L’opera interessa anche il Parco regionale dell’Appia Antica, inserendosi in una strategia di ulteriore valorizzazione. Nel corso di questi ultimi giorni, infatti, è stato ricordato che il vincolo a parco pubblico dell’intero comprensorio dell’Appia Antica, dalla Porta di San Sebastiano ai confini del territorio comunale, ha esattamente cinquant’anni. Fu opera dell’allora ministro dei Lavori pubblici, il socialista Giacomo Mancini, il quale vinse un duro confronto con il Campidoglio. Il 16 dicembre 1965, l’allora presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, firmò il Dpr che rese inedificabili le aree della zona per il loro alto valore archeologico e paesaggistico. Tutto bene? Fino ad un certo punto in quanto, da allora, non sono mancate cronache d’abusivismo e indubbiamente un crescente sovraccarico di traffico, tra autovetture e pullman turistici che transitano addirittura sopra i tratti in basolato.

Il Grande Raccordo Anulare delle Bici potrebbe, in tal senso, rappresentare una sensibile inversione di tendenza.

Secondo Legambiente, “il ‘Grab’ non sarebbe solo un anello monumentale, perché collega tra loro periferie, quartieri densamente popolati e aree storiche, garantendo una mobilità interquartiere che connettendo aree pregiate e aree marginali potranno trovare un meccanismo di innesco di processi di trasformazione e rigenerazione urbana. La sfida ora è l’Appia Day in primavera, con “cantiere” del ‘Grab’ avviato e la Regina Viarum pedonalizzata, per realizzare un moderno Grand Tour che riconsegna, come diceva Antonio Cederna, dignità, rispetto e prestigio internazionale alla più straordinaria area archeologica d’Italia. E che restituisce alla città la capacità di pensare e agire in grande, guardando al futuro facendo risaltare la forza del suo passato”.

 
 
 
 
 

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