L’ippodromo delle Capannelle potrebbe chiudere. O forse no…

Capannelle-620x350Salvo sorprese dell’ultima ora (che potrebbero però arrivare), dal 2019 potrebbe chiudere lo storico ippodromo delle Capannelle, anche se la situazione resta notevolmente incerta. Hippogroup Roma Capannelle, la società che gestisce gli impianti, da tempo è in netta controversia con il Comune di Roma, una diatriba accentuata dopo la richiesta di 2,5 milioni di euro di canone di concessione annuo. Così la società minaccia l’abbandono.

“La Hippogroup Roma Capannelle Srl, vista la posizione formalmente assunta dall’amministrazione di Roma Capitale in merito al canone di concessione, quantificato retroattivamente in oltre due milioni e mezzo di euro annui, e alla durata del rapporto concessorio del comprensorio dell’ippodromo Capannelle, ha informato la stessa dell’insorta insussistenza delle proprie condizioni di continuità aziendale – è quanto si legge in una nota diramata dal soggetto gestore dell’ippodromo romano. Tale continuità, prosegue Hippogroup Roma Capannelle, è stata “già fortemente compromessa dalla grave incertezza in cui versa l’intero settore nonché dalle scelte del Mipaaft che in più ambiti hanno penalizzato Roma durante il 2018, spogliata di Gran Premi storici, esclusa a più riprese dai calendari, penalizzata nelle sovvenzioni del trotto. Conseguentemente HippoGroup Roma Capannelle Srl non avvierà l’attività di corse del 2019”.

“Attrezzature, maestranze e know how specifico della società sono responsabilmente a disposizione dell’amministrazione, qualora condivise le modalità e la stessa intenda, come pubblicamente manifestato, gestire direttamente la struttura – conclude la nota.

La chiusura della struttura ultrasecolare, inaugurata nel 1886 e ristrutturata nel 1926, assesterebbe un duro colpo al settore, per quanto in crisi da tempo. Capannelle ha perso spettatori e fascino, a causa anche delle scommesse on-line. Sono ormai lontani i tempi in cui la struttura lungo l’Appia ospitava sovrani, presidenti della Repubblica, governanti e vip d’ogni sorta. Del mondo ippico restano tracce soprattutto nella cinematografia.

Fino a marzo 2014 Capannelle ha ospitato esclusivamente gare di galoppo, sia in piano sia in ostacoli; poi su una nuova pista appositamente realizzata si sono svolte anche gare di trotto, in particolare dopo la chiusura dell’ippodromo di Tor di Valle, esclusivamente dedicato al trotto. Di recente è stata allestita anche un’apposita area per il cricket, con una tribuna da 60 posti a sedere.

La storia di Capannelle è legata anche ad importanti manifestazioni di intrattenimento, come spettacoli circensi, concerti e soprattutto il cartellone dell’Estate Romana, che includeva “Fiesta!”, con eventi da oltre 10mila spettatori (oggi la manifestazione è stata spostata all’Eur ed ospita meno di tremila persone).

La possibile chiusura dell’ippodromo ha provocato numerose reazioni. Fabio Schiavolin, amministratore delegato di Snaitech, (società attiva nel settore del gioco d’azzardo, quotata alla Borsa di Milano), ha commentato: “È un grande dispiacere, e per noi di Snaitech che gestiamo e siamo proprietari di tre strutture di corse ippiche, una a Montecatini e due a Milano, sappiamo quanto sia difficile al giorno d’oggi gestire impianti del genere garantendone la qualità degli standard e allo stesso tempo facendo quadrare i conti. Purtroppo nell’ippica è diventato sempre più difficile gestire, un po’ per la disaffezione strutturale al prodotto, un po’ per le difficoltà e l’instabilità nella gestione della filiera dell’ippica che hanno portato alle condizioni di cui stiamo parlando e che portano Capannelle a chiudere. Non possiamo che essere empatici con i gestori: noi siamo anche piccoli azionisti di Capannelle ma non è quello che importa. Importa il fatto che in una città come Roma, la capitale, un impianto così importante non ce la faccia ad andare avanti e debba chiudere i battenti”.

Roberto Faticoni, segretario del Siag, il Sindacato italiano allenatori guidatori, ha inviato una lettera all’assessore capitolino dal segretario del Siag. Esordisce ricordando che “Hippogrupp Capannelle ha chiesto al Mipaaft di non essere inseriti nel calendario nazionale 2019 nei mesi di gennaio-febbraio-marzo, non iniziando così l’attività agonistica nell’impianto di Roma, a causa dell’affitto troppo alto chiesto dall’amministrazione”. Quindi evidenzia: “I lavoratori e gli operatori ippici le chiedono di intervenire, creando un tavolo di crisi fra Regione, Comune, sindacati, rappresentanti ippici, Hippogrup Capannelle e Mipaaft per trovare una soluzione per far si che l’attività non venga fermata. Così si crea un problema a cavalli e lavoratori del settore e a tutto l’indotto. Siamo stufi di essere ostaggio delle liti fra Comune ed ex concessionario in proroga fino a nuovo bando – come dichiarato molte volte dell’assessore Frongia in vari incontri. Restiamo in attesa di buone notizie visto che è in arrivo il Natale e l’ippodromo di Capannelle è un fiore all’occhiello per la città di Roma – conclude Faticoni.

Anche la Lega scende a difesa dell’impianto e lo fa con Maurizio Politi e Flavia Cerquoni, rispettivamente capogruppo in Campidoglio e consigliere in VII Municipio. “Quella dell’ippodromo di Capannelle è una struttura storica, da sempre al centro del settore ippico italiano ed internazionale – dichiarano i due ad InTerris. “Le continue giravolte ed indecisioni dell’attuale amministrazione ne stanno seriamente compromettendo il futuro. L’area dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello della nostra Capitale che, per quanto riguarda gli impianti sportivi ad oggi non è assolutamente all’avanguardia. La cessazione dell’attività da parte della società attualmente concessionaria rischia di gettare non solo la struttura e i dipendenti nel caos, ma l’intera area nel degrado, preda di occupazioni abusive“. Di qui la richiesta di Politi e Cerquoni: “Chiediamo la convocazione di un tavolo urgente comunale per affrontare la questione, dove il sindaco Virgina Raggi e il presidente del Municipio VII facciano la loro parte”.

Immediata la replica di Daniele Frongia, assessore allo Sport, Politiche giovanili e Grandi eventi del Comune di Roma. Scrive in una nota: “Vorrei ribadire che da parte dell’amministrazione capitolina non c’è alcuna intenzione di chiudere l’impianto di Capannelle, come invece erroneamente riportato da diversi organi di stampa. Nessuna richiesta di riconsegna della struttura è stata inviata al concessionario, la Hippogroup, a cui in queste ore il Dipartimento Sport ha ribadito l’intenzione di valutare la questione del canone concessorio nel rispetto del Nuovo Regolamento degli Impianti Sportivi e, di conseguenza, delle istanze pervenute dalla Hippogroup stessa ai sensi del medesimo Regolamento. Le gare ippiche possono regolarmente svolgersi per i mesi di gennaio e febbraio 2019 e, in ogni caso, l’amministrazione sta lavorando affinché le attività sportive che hanno luogo all’interno dell’ippodromo non vengano sospese. Siamo dalla parte dell’ippica e dei lavoratori dell’ippodromo. Con la Hippogroup è una questione annosa che si trascina da troppi anni e che siamo determinati a risolvere al piu presto – conclude Frongia.

Intanto nei giorni scorsi sono arrivati i primi acconti agli ippodromi italiani da parte del ministero delle Politiche agricole Mipaaft, dopo l’impegno preso dal ministro Gian Marco Centinaio il quale in questi mesi ha garantito lo sblocco delle sovvenzioni alle società.

“Una notizia positiva – è stato il commento del presidente del Coordinamento Ippodromi, Attilio D’Alesio – che ci fa uscire da un anno tremendo proprio prima di Natale. Abbiamo raggiunto un risultato importante e con questo speriamo di riuscire a voltare pagina. Gli ippodromi stanno ricevendo quanto dovuto e per noi questo è il primo passo verso la ripresa del settore”.

“È stato rispettato l’impegno da parte del Mipaaft – aggiunge Pierluigi D’Angelo, presidente Ippodromi Partenopei – e questo primo acconto è sicuramente un buon inizio di un percorso fatto di collaborazione e sinergia tra gli ippodromi e le istituzioni. È indispensabile per noi che ci sia un buon supporto tra le parti per lavorare bene. È fondamentale avere avuto la certezza che il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio sia stato attivo sul fronte ippico e presente con i collaboratori proprio per garantire un futuro al settore ippico”.

“Il ministro Centinaio ha mantenuto la promessa e un grande ringraziamento va anche a tutti gli uffici del ministero che hanno lavorato per effettuare in tempo, entro appunto il 2018, tutti i pagamenti”. Queste le parole di Concetto Mazzarella, presidente dell’Uni il quale evidenzia la notizia dei pagamenti sottolineando che “l’errore fatto nel 2018 non deve più essere ripetuto. Anzi, ritengo necessario che nel 2019 si debba effettuare una copertura contrattuale con le società ippiche già dal mese di gennaio del 2019. I mancati pagamenti hanno messo in crisi tutto il settore e rischiato di far fermare tutta la filiera. Questo non deve più accadere”.

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