Liceo “Augusto”, crisi da Covid: sempre più genitori per la Dad

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ormai i contagi si moltiplicano anche nelle scuole. Ed è caos. Agli insegnanti che mancano si aggiungono quelli che finiscono in quarantena. Basta un caso di Covid in una classe perché sette docenti si rinchiudano a casa. E, per legge, non possono nemmeno insegnare a distanza. In un liceo di Milano un preside ha raccontato al Fatto quotidiano di avere 500 studenti in quarantena. A Roma non va molto meglio. L’esempio del liceo “Russell” di via Tuscolana e via La Spezia, con 17 studenti contagiati, avrebbe dovuto aprire gli occhi. E invece la ministra continua  battere i piedi: niente Dad per le superiori.

“Il problema non sono soltanto i contagi diretti degli studenti, ma anche quelli indiretti nelle famiglie – racconta un professore. “E’ sufficiente un padre che si ammala di Covid per gettare il panico nella classe frequentata dal figlio. Si blocca tutto in attesa di un tampone, per il cui responso ci vogliono sempre più giorni”.

Fatto sta che la scuola in presenza sta mostrando, com’era prevedibile, tutto il suo fallimento. Professori che mancano, studenti che mancano e chiusure di tutta la scuola per le sanificazioni.

Situazione critica anche al liceo classico “Augusto” di via Gela, dove nonostante l’impegno della dirigenza, le criticità sono ormai insostenibili per le famiglie, anche a causa del numero dei contagi che continua a salire. E, con questo, i professori in quarantena. In un mese si parla di sette casi di studenti con Covid in classi differenti, anche se non ci sono numeri ufficiali sul sito. E con l’aumento dei contagi in città, le cose potrebbero andare solo peggio.

Numerosi rappresentanti dei genitori hanno richiesto ai rappresentanti d’istituto di prendere una decisione sulla Dad, la didattica a distanza. Molti genitori la vogliono definitiva, per tutto l’istituto, per garantire continuità didattica e limitare i possibili rischi di contagi intrafamiliari. Le chat sono infuocate, è soprattutto la ministra a non uscirne bene.

Tra una decina di giorni ci dovrebbe essere un consiglio d’istituto e si spera nel passaggio definito alla Dad per tutti. Non sarebbe la soluzione ideale in tempi normali, ma il problema è che quelli che stiamo vivendo non sono tempi normali.

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