Le fungaie della Caffarella che fecero innamorare Scorsese

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Chilometri di gallerie, un labirinto inespugnabile che produce fino a 900 chili al giorno (con picchi di una tonnellata e mezzo) di champignon bianchi. Se negli anni ’50-’60 le fungaie andavano di moda, oggi a Roma, nelle gallerie di pozzolana se ne contano soltanto due. Sono private. Una di queste appartiene alla famiglia Barillà che ha la sua sede all’interno del parco della Caffarella, immerso nel grande parco regionale dell’Appia Antica. Un luogo di grande fascino prestato al mondo del cinema che conta. Martin Scorsese ci girò delle scene di ‘Gangs of New York’, un set cinematografico che proprietari e dipendenti dell’azienda non sono riusciti a immortalare: “Non abbiamo nessuna foto di scena – spiega Antonia Barillà – perché Scorsese non voleva assolutamente essere disturbato. Attaccati alla telecamera aveva due specchietti retrovisori per assicurarsi che nessuno si avvicinasse”.  A cominciare l’attività negli anni ’60, dopo aver maturato una esperienza decennale, fu Giuseppe Barillà, emigrato a Roma dalla Calabria. All’epoca per la coltivazione dei funghi veniva utilizzato il letame equino proveniente dal vicino ippodromo delle Capanelle. Ora si occupano dell’azienda i figli Antonia e Paolo ed il nipote Matteo. Qui si lavora a ciclo continuo, perché nelle cavità la temperatura è costante, oscilla tra i 17 ai 18 gradi, e non esistono le stagioni.

   

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Una risposta a Le fungaie della Caffarella che fecero innamorare Scorsese

  1. Giampiero scrive:

    Che ricordi!
    C’è stato un periodo di “magra” che mi vide costretto a lavorare in queste grotte e se da una parte potrebbero sembrare affascinanti proprio per il loro essere labirintiche e quasi misteriose, dall’altra lavorarci è un inferno, umide e dall’aria rarefatta. Proprio perchè i deliziosi champignon crescevano su letame di cavallo e, aggiungo, tanti composti chimici per ovvi motivi di difesa contro parassiti, per anni non sono più riuscito a mangiarne, alla loro vista vedevo sacchi e sacchi di “composto” sui quali i piccoli funghi crescono dalla sera al mattino.
    Però innegabile che queste gallerie abbiano il loro fascino!

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