La crescita dell’ Appio Tuscolano

Con la crescita di nuovi quartieri e l’aumento della popolazione, nel 1931 la popolazione dell’Appio Latino era 19.000 mentre quella del Tuscolano di 26.000, nel 1951 Appio Latino 95.000 (+401%) mentre Tuscolano 130.000 (+398%). Quindi si creò la necessita di costruire nuove chiese vista la lontananza dei nuovi nuclei da quelle già esistenti: furono così edificate le seguenti chiese
• L’Immacolata in v. Taranto (1928-1931)
• S.M. Ausiliatrice v. Tuscolana (1931-1936
• SS. Fabiano e Venanzio villa Fiorelli (1936)
• La Natività di nostro Signore v. Gallia (1937)
• S. Antonio da Padova C.ne Appia adiacente all’orfanatrofio fondato 1924 da Padre Annibale Di Francia.
• S. Giovanni Battista De Rossi v. Cesare Baronio (1940)
Della zona industriale abbiamo già parlato, ma è sfuggita qualche attività in zona (v. Della Marrana) Lo zuccherificio Eridania, in funzione fino al 1955, dove ora sorge un Supermercato; la società Coppola (v. Assisi 107) produttrice di lampadine e delle famose pile “SOLE” con ben 167 dipendenti negli anni 50; La MOTOR (v. Assisi 81/83) produttrice di apparecchiature meccanici elettromeccanici, e aereonautici di precisione; La Zarrelli (v. Saluzzo 22) fabbricante di saponi; la MATER (v. Gino Capponi) motori elettrici; Angelini (v. Amelia) l’unica industria ancora presente anche se solo uffici; La Cines occupava una zona estesa a p.zza Tuscolo. Nella notte di settembre del 1930 a seguito di uno spaventoso incendio andò distrutta completamente. L’incendio fu probabilmente doloso, visto il piano per quella zona prevedeva la costruzione di grossi palazzi e l’ing. Carlo Roncoroni, alto esponente del regime, allora presidente della soc. ne aveva acquistato i terreni – già d’allora si facevano questi intrallazzi, che non sia partito tutto dall’epoca?- Roncoroni permutò l’area (v. Veio – p.zza Tuscolo) con quella a 9 km dal centro: Cinecittà. A lui fu affidata costruzione dei nuovi stabilimenti. La zona in cui sorse era di proprietà dell’aristocrazia romana ed era nota come località “Cecafumo” in quanto adibita allo smaltimento dei rifiuti della capitale (praticamente gli davano fuoco, anche qui non è cambiato niente) I Lavori ebbero inizio il 26-1-1936 il 28 aprile 1937 con la presenza di Mussolini ci fu l’inaugurazione. Per poter raggiungere gli studi fu prolungata la linea urbana del tram (STEFER).

(Foto e articolo di Alfredo Caruso)

 
 
 
 

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Una risposta a La crescita dell’ Appio Tuscolano

  1. lanzini pietro scrive:

    Negli anni 50 abitavo in via cesare baronio. mi ricordo della mater in via gino capponi.
    poi c’era il poligrafico dello stato, e poi tanta campagna, si vedeva la tomba di cecilia metella sull’appia antica. bei tempi.

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