L’ espansione del nostro Municipio

2Gli anni 50 videro crescere interi isolati nei quartieri Appio Latino e Tuscolano. Il modello era prevalentemente quello del condominio realizzato da cooperative. Le tipologie erano predominanti quelle delle palazzine dell’ Appio Latino, e dei fabbricati del Tuscolano. Nei primi anni 50 sulla via Latina dopo il cavalcavia prima di C.ne Appia, furono edificati i terreni della casa cinematografica SCALERA. Negli anni successivi iniziarono le costruzioni nei tratti della v. Latina sui terreni appartenuti, in gran parte, alla famiglia Gerini e su sui terreni appartenuti alla famiglia Santambrogio. In queste aree si aveva spesso a che fare con strade sterrate quindi soggette erosione del terreno. Per poter consentire l’edificazione ai lati, si dovette realizzare opere di sopraelevazione dei livelli con riporti di terra, asfaltature, costruzioni di fognature principali e secondarie.
Nel 1957 si iniziò la sistemazione del lato destro, sempre della via Latina, intorno a v. Tommaso da Celano e v. Antonio Coppi. Al Tuscolano si lavorò presso Arco di Travertino e intorno al Velodromo. Per effettuare questi lavori furono abbattute 38 costruzioni abusive occupate da altrettante famiglie, per le quali fu costruito un apposito fabbricato. L’anno precedente fu approvata una variante bis al piano particolareggiato 134 della zona intorno a v. Latina. Con questa variante si modificava la destinazione del tratto superiore di v. Ferdinando Ughelli da villini a palazzine.
In quegli anni con l’avvicendarsi di cantieri, vennero alla luce un gran numero di reperti archeologici, infatti per costruire alcuni fabbricati, all’inizio della via Caffarella, fu distrutto un notevole gruppo di sepolcri databili intorno al III IV secolo d.C. fino allora ben conservati. Invece come già detto in altra occasione nel 1955,durante i lavori di fondamenta di uno stabile in v. Dino Compagni fu scoperto un importante cimitero della metà del IV secolo d.C. detto: Ipogeo di v. Dino Compagni. Negli anni cinquanta risalgono le costruzioni intorno a p.zza Zama, p.zza Tuscolo, v. Britannia, v. Satrico, v. Acaia.
Per il quartiere Tuscolano sono da ricordare alcuni interventi dell’ INA CASA a p.zza Ragusa e altre costruzioni su v. Taranto, v. Enna, p.zza Lodi.
Sull’Appia (lato sinistro dopo la ferrovia) sorsero nuovi palazzi v. Eurialo nei pressi dell’allora capolinea per Termini, utilizzato per corse limitate per evitare sovraffollamento sulle vetture provenienti da Cinecittà.
Sul lato sinistro della v. Tuscolana ,dopo il ponte della ferrovia, l’edificazione fu massiccia anche a seguito dell’allargamento della strada (negli anni sessanta v. Tuscolana era molto meno della metà di quello che è ora) furono espropriati circa 4000 mq di proprietà della Montecatini (ancora occupati da impianti dismessi dalla società). Anche per costruire la prima parte dell’attuale v. Nocera Umbra verranno espropriati solo nel 1960. A ridosso degli Acquedotti Claudio e Felice, a metà degli anni sessanta furono costruiti per opera della SAVIT (Soc. Autonoma Valorizzazione Terreni Tuscolana).

Alfredo Caruso

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