L’ Acquedotto Felice

acquedotto felice

Fino a poco meno di un secolo fa, l’area compresa tra le mura di Roma e le vie Appia e Latina era quasi completamente disabitata, se escludiamo piccoli insediamenti di pastori e contadini. Il paesaggio era quello classico della campagna romana, con ampi prati, greggi al pascolo e casali rurali, intervallati dai lunghi filari degli acquedotti.
Tra il 3° ed il 4° miglio della via Latina, gli acquedotti dell’acqua Marcia e dell’acqua Claudia s’incrociano 2 volte nello spazio di quasi 1/2 chilometro, creando un’area completamente cinta di archi. Il luogo era perfetto per costruire una fortezza, dalla quale controllare il traffico della via Appia e della via Latina. Così fecero i Goti durante l’assedio di Roma del VI° secolo. Prima tagliarono l’acqua a Roma, poi murarono tutti gli archi e li fortificarono. Crearono una roccaforte da utilizzare come base durante gli attacchi alla città. La zona assunse il nome di campo Barbarico e per secoli continuò a svolgere la funzione di perfetto insediamento per i nemici di Roma. Oggi la fortezza non esiste più e le arcate dei 2 acquedotti hanno subìto ingenti danni, che non lasciano comprendere dove si sovrapponevano . Uno di quei punti è sopravvissuto, grazie all’edificazione di una robusta torre medievale, risalente al XIII° secolo, la Torre del Fiscale. Il nome insolito fa immaginare una funzione esattoriale, considerata anche la posizione strategica di controllo di 2 arterie principali di allora. si chiama così dal XVII° secolo, quando divenne proprietà del cardinale Filippo Foppi, il fiscale pontificio, in altre parole il tesoriere del Papa.

(Leggende Romane Paolo Taffoni)

 
 
 
 

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