I “big” di San Giovanni: Diego Bianchi (“Zoro”)

Bianchi_DiegoOgni domenica e giovedì va in onda il suo programma, “Gazebo”. In diretta dal Teatro delle Vittorie, trasmesso in seconda serata su RaiTre. Una trasmissione “di nicchia”, per un pubblico intelligente, interessato all’attualità e alla politica. L’ideatore e conduttore è Diego Bianchi, in arte “Zoro”, 46 anni compiuti lo scorso 28 ottobre, nato, cresciuto e ancora residente a San Giovanni.
“Gazebo” è un programma televisivo di successo, grazie anche alla scelta di un cast decisamente valido, composto – tra gli altri – dal vignettista Marco Dambrosio (in arte “Makkox”), il tassista Mirko-Missouri, la Gazebo band condotta da Roberto Angelini e Giovanni Di Cosimo, il giornalista Marco Damilano.
Diego Bianchi, molto radicato nel territorio, ha conseguito il diploma di maturità classica presso il liceo “Augusto” all’Alberone (con votazione di 58/60), si è laureato in scienze politiche e dal 2003 ha iniziato, con lo pseudonimo di “Zoro”, la sua attività di blogger che lo ha portato al successo in particolare dopo la produzione della rubrica video “Tolleranza Zoro” (dal 2007), poi inserita anche in Youtube. Il suo personaggio di successo è un simpatizzante del Partito democratico in perenne crisi di identità. Gran parte dei suoi monologhi sono registrati nella sua abitazione a San Giovanni.
Dal 2007 al 2010 ha curato la rubrica “La posta di Zoro” sul quotidiano “Il Riformista”. Parallelamente ha curato un blog per l’emittente televisiva La7, una rubrica sul settimanale “Il Venerdì di Repubblica” dal titolo “Il sogno di Zoro”, diversi interventi per le trasmissioni di Serena Dandini. Fino a “Gazebo”, su Raitre, dal 2013.
Del 2014 è il film “Arance e martello”, scritto, diretto e interpretato dallo stesso Bianchi. Anche in questo caso il legame con il quartiere San Giovanni è molto stretto. La vicenda si svolge, infatti, nel mercato rionale di via Orvieto, destinato alla chiusura. Da qui una serie di vicende paradossali collegate anche alla politica. Il film è stato presentato il 5 settembre 2014 durante la 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ed è stato distribuito nelle sale italiane lo stesso giorno.

(Appioh, 29 novembre 2015)
 
 
 
 
 
 
 

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