Giubileo, quando l’edilizia pubblica diventa business privato

GiubileoL’ultimo caso è quello dell’ospedale “San Camillo”: dieci arrestati (due in carcere e otto ai domiciliari) e 26 indagati per appalti truccati nell’ambito della ristrutturazione del nosocomio in occasione del Giubileo della Misericordia. Gli arrestati sono accusati di corruzione, turbativa d’asta, estorsione, falsità in atto pubblico, peculato e truffa aggravata. Secondo gli inquirenti la corruzione riguarderebbe un appalto da 62 milioni di euro, sul quale una “tangente” da 65mila euro sarebbe stata acquisita dagli indagati non tramite denaro contante, ma attraverso lavori di subappalto. A ciò si somma l’ipotesi di peculato legata a 145mila euro di cui si sarebbe appropriato indebitamente l’architetto Alessandro Agneni, 51 anni, direttore all’epoca dei fatti dell’Unità di ingegneria dell’ospedale “San Camillo”, per lavori da lui non eseguiti. In carcere è finito anche il geometra Daniele Saccà, amministratore unico della Stim srl. Gli otto ai domiciliari sono: Ferdinando Lombardi, amministratore unico della società Mtc ‘Manutenzioni Tecnologie Concessioni per l’ambiente e la sanita’, Marco Tassinari, direttore tecnico della stessa Mtc, i dipendenti della Stim Giovanni Trani, Walter Salemme, già responsabile della Gs Italy, e Monica Cerchiaro, i dipendenti della societa’ Cofely Rita Aurigemma e Claudio Galli, e infine Alberto Cantore, direttore dei lavori nell’ambito dell’appalto per la progettazione esecutiva e la ristrutturazione del Padiglione Lancisi.

Tra gli indagati, Elisabetta Longo, direttrice della Centrale Acquisti della Regione Lazio, già finita nell’inchiesta su Mafia Capitale.

Questo ennesimo amaro caso di cronaca conferma come gli appalti nella Capitale molto spesso finiscono in mangiatoia. Una cultura dell’edilizia pubblica strettamente legata al business privato più che al servizio per un bene comune quale può essere un ospedale. Questo fiume di denaro pubblico – oltre 350 milioni di euro – per i maquillage legati al Giubileo della Misericordia non sempre ha lasciato segni visibili in grado di accendere entusiasmi. Basta vedere che fine ha fatto il verde “tappezzato” sui terreni davanti alla basilica di San Giovanni o a Santa Croce o i bagni pubblici dietro alla Scala Santa, praticamente ancora un cantiere come è stato rilevato da un servizio televisivo.

Per la cronaca, nella lista degli affidamenti esterni, oltre a quello dell’ospedale “San Camillo”, sono compresi altri undici “pronto soccorso” sottoposti a interventi di ristrutturazione. Tra questi, il San Giovanni, oltre all’Umberto I, al Pertini, al Sant’Andrea, al Santo Spirito, al Gemelli.

Altri fondi regionali sono andati al potenziamento del sistema dei trasporti: 11 milioni di euro per la Roma Tiburtina-Roma San Pietro e 51,7 milioni per l’acquisto di nuovi bus e per l’assunzione di 215 autisti al Cotral.

Il Comune di Roma, che ha istituito l’apposito Ufficio Speciale Giubileo, ha impegnato oltre dieci milioni per interventi di manutenzione sul Lungotevere, un milione e mezzo per la pavimentazione del marciapiede di viale America all’Eur, 800mila euro per piazzale Ostiense,

Ma, al di là delle spese efficaci o meno, non sono mancate operazioni con luci e ombre, “Repubblica” ricorda la “Carta del pellegrino”, tessera a pagamento che avrebbe dovuto essere il lasciapassare per i turisti nel sistema di trasporto pubblico romano. Idea di Trenitalia che la propone ad Atac nell’ottobre 2015, la quale però nicchia e il colosso nazionale dei trasporti compra da solo le tessere (circa 500mila per un costo superiore al milione) e convince Atac ad attivarle. L’operazione sembra vicina al successo, ma la società romana decide di bloccare tutto costringendo Trenitalia a lasciare le tessere del Papa chiuse in un magazzino.

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