Continuano le politiche anti-auto: via Foligno, taglio ai parcheggi centrali

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L’installazione dei parapedonali in via Foligno per non far parcheggiare più le automobili (8 giugno 2018)

I residenti si erano illusi che quel riasfaltare la strada dopo tanti anni fosse un regalo della giunta pentastellata agli abitanti della zona. Invece, a quanto sembra, l’aver risistemato soltanto via Foligno nell’ampio comprensorio è funzionale ad un progetto più ampio che parte dalla famigerata chiusura di viale Castrense al traffico veicolare per salvaguardare 200 metri di mura aureliane. Come del resto noi di “AppiOH” abbiamo ipotizzato già da oltre un anno.

Il nuovo asfalto, infatti, s’accompagna ad una sorpresa: il taglio dei numerosi parcheggi – per quanto abusivi ma da anni tollerati – al centro della strada. Una riduzione che già in fase di lavori stava determinando un contraccolpo pesante in tutto il quartiere. Ed ora la sparizione dei parcheggi viene ufficializzata con l’apposizione di parapedonali tra le due carreggiate, come immortalato dalla foto. Un provvedimento che replica uno adottato una ventina di anni fa (allora i parapedonali erano biancorossi, oggi sono neri), poi ritirato a causa delle vibranti proteste dei residenti e di una corposa raccolta di firme.

Questa volta, però, il provvedimento è collegato ad un intervento più ampio. Tutto parte dalla volontà di chiudere viale Castrense da via Nola verso piazzale Appio. Una proposta auspicata dal Comitato San Giovanni (c’è da capire questo organismo chi e quanti rappresenta, comunque la sede legale sembra essere presso un consigliere municipale ex Pd oggi Liberi e Uguali) e fatto proprio dal delegato alla mobilità del Comune, Enrico Stefàno, Cinquestelle, appassionato di bici e sognatore di piste ciclabili per tutta Roma.

Ma davvero i nostri amministratori improvvisamente prendono a cuore 200 metri di mura aureliane sui 12mila metri presenti in tutta Roma? Qualcuno maliziosamente collega tale intervento a possibili riqualificazioni dei tanti edifici di viale Castrense con storie poco “edificanti”, dall’ex motorizzazione pubblica diventata privata e al centro di un progetto per l’ennesimo centro commerciale, fino all’ex sede di una cooperativa coinvolta in Mafia Capitale, ridotta in cenere dopo un incendio doloso. Il cemento sembra essere già pronto.

C’è però consapevolezza che chiudere viale Castrense equivale a mettere un pericoloso tappo alla fine della tangenziale. Che fine faranno le 2.300 auto che giungono ogni ora? Non essendo in grado di volare, potrebbero finire soprattutto su via La Spezia (che infatti sarà trasformata a senso unico verso San Giovanni, ma a sole due corsie per far spazio a quella preferenziale dei bus e alla pista ciclabile) e, in misura minore, su via Monza, che diventerà a cinque corsie, tre a salire e due a scendere. Su entrambe le strade spariranno numerosi parcheggi, nella logica di riduzione delle auto (probabilmente per stress e “sconforto” dei cittadini).

Cosa c’entra via Foligno? Dal momento che via La Spezia da sola non riuscirà a raccogliere l’enorme flusso, si cercherà di alleggerirlo proprio favorendo l’uscita su via Caltagirone-via Foligno-via Taranto. La povera e tranquilla via Foligno, ricca di alberi ripiantati una decina di anni fa, rischia di diventare una sorta di superstrada che calamiterà chi non vorrà essere inghiottito dall’ingorgo di via La Spezia. Grazie presunti ecologisti e veri utopisti.

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