Consigliere Stefàno, qualche domanda (con richiesta di risposta)…

La linea 77 transita per via Monza ma non ferma

Un’idea moderna di città dovrebbe essere basata sulla sostenibilità ambientale. Quanto è stato fatto a San Giovanni va esattamente in senso contrario: largo ai flussi di veicoli, con carreggiate a quattro corsie e “invito” alla velocità sostenuta (come avviene specie di notte nelle “autostrade” a senso unico), riduzione del verde pubblico, penalizzazione dei pedoni, anche con la soppressione degli attraversamenti semaforici, come in via La Spezia. Se il traffico scorre sono tutti contenti. Amen.

Mentre in alcune città sono attivi progetti per il rilevante accrescimento del verde, fenomeno definito “forestazione urbana” (ad esempio a Prato c’è un progetto all’avanguardia sostenuto dall’Unione europea), a Roma gli alberi sembrano essere all’ultimo posto nell’agenda dell’amministrazione capitolina: a San Giovanni ne sono stati tagliati molti e non sostituiti. A via Pozzuoli, ad esempio, è andata in scena una carneficina ambientale. Quei pochi che ci sono, vengono puntualmente “sfoltiti” da autobus e camion della nettezza urbana. Insomma, la “rivoluzione” della mobilità a San Giovanni è un’occasione mancata: si sarebbe potuto limitare l’impatto del traffico e dare spazio a nuovo verde pubblico e invece si è andati esattamente nella direzione contraria.

Via Taranto e via La Spezia sono state trasformate in una sorta di autostrade a senso unico. Il flusso del traffico è sostenuto e costante, per cui non solo diventa difficile attraversare sulle strisce pedonali (pericolose quelle nuove, collocate a via La Spezia di fronte a via Isernia per supplire alla cancellazione dell’attraversamento semaforico), ma anche uscire da un parcheggio. Analogamente via Monza, a quattro corsie, specie la sera è un invito per le moto a sfrecciare anche a 100 all’ora, procurando inquinamento anche acustico.

Sul fronte piste ciclabili, per quale motivo attivarne due parallele (via Taranto, dove c’è quella più pericolosa a causa dei tanti incroci, alcuni anche semicoperti, e via La Spezia), quando sarebbe stato sufficiente farne una sola – e bene – convogliando le bici su questa unica? Sarebbe stato sufficiente tagliare il marciapiede largo cinque metri in via La Spezia e farne una sola lì, lasciando la strada a doppio senso, quindi riducendo il flusso su via Taranto e via Monza.

Il consigliere Enrico Stefàno, uno dei registi di questa metamorfosi calata dall’alto (tantissimi i cittadini esasperati), ex grillino fuoriuscito dal movimento che l’ha messo lì, cosa pensa dei tanti disagi creati, che ovviamente lui non vive sulla sua pelle abitando altrove?

Numerose anche le incongruenze rispetto al progetto iniziale, quello distribuito con un pieghevole ai cittadini della zona. E tante le domande.

Perché non sono stati garantiti quei parcheggi previsti nel piano iniziale, probabilmente cancellati per far scorrere maggiormente il flusso del traffico visti i blocchi iniziali? Perché non è stato previsto preliminarmente un parcheggio interrato o a più piani – ad esempio nell’area di via Cesena, a piazza Asti o a piazza Ragusa – per riequilibrare i tanti parcheggi tagliati e poter così eliminare anche più parcheggi lungo le strade? Perché non sono stati sostituiti i tanti alberi decimati, ad esempio in via Pozzuoli? Perché gli autobus delle linee 51 e 77 non vengono incanalati nella striminzita via Pozzuoli, trasformata a doppio senso all’inglese, ma continuano a passare per via Monza, tra l’altro senza fermare? Perché è stata creata un’area taxi in via Monza, addirittura con quattro posti, praticamente vuota da mesi? Perché è stata creata un’area per i vigili del fuoco in via La Spezia? Perché la sindaca Raggi, dopo aver effettuato un sopralluogo a febbraio con tanto di telecamere e dichiarazioni, s’è dimenticata totalmente di quest’area e delle promesse di radicali cambiamenti rispetto ad un progetto che scontenta i più?

Consigliere Enrico Stefàno, i cittadini legittimamente pretendono risposte. Le tante mail che AppiOH sta ricevendo in questo periodo sono la prova evidente che questa innovazione non piace ai più.

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3 risposte a Consigliere Stefàno, qualche domanda (con richiesta di risposta)…

  1. federico scrive:

    perché stefano è un presuntuoso arrogante che conduce una sua battaglia personale contro le macchine, più crea disagi agli automobilisti e più è contento. e viene il dubbio che conduca una battaglia anche contro la raggi.

  2. frentano scrive:

    Via La Spezia da sola non poteva sopportare il traffico di Prenestina, Casilina, Tuscolana e Appia da villa Fiorelli e della TANGENZIALE ( Salaria, Nomentana e Tiburtina). Oltre a un Km di Metro C, due Stazioni ( quasi tre) e un pozzo di aerazione. E infatti ora ci si vive molto meglio. Non può esistere un “interesse pubblico” alla demolizione di via La Spezia che vibra come un diapason e presenta lesioni negli edifici.
    Diciamoci la verità, si circola come prima. E mentre a Via La Spezia siamo felici perché ora c’è la metà del traffico, a via Taranto e a via Monza ( che prima si attraversavano quasi a occhi chiusi senza passare sulle strisce ) oggi si lamentano per la metà delle macchine in uscita.
    Il problema vero sarà la chiusura di viale Castrense che oggi funziona da serbatoio per le macchine che escono dalla tangenziale per andare verso San Giovanni, consentendo di liberare velocemente l’area del semaforo di via Nola, tra due “verdi” successivi, a favore degli automobilisti che attraversano gli archi delle mura o che prendono la Tangenziale.
    Se non ci sarà più il serbatoio di viale Castrense, le macchine non usciranno e non entreranno nella Tangenziale con ripercussioni pesantissime molto oltre il quartiere.
    Questo problema esisterà a PRESCINDERE dal fatto che via La Spezia sia “a senso unico” per le piste ciclabili o a “doppio senso” come prima.
    Viale Castrense potrà essere chiusa ( come vuole la Soprintendenza) solo quando sarà risolto il problema della TANGENZIALE, che è il vero MOSTRO del nostro quartiere.
    Fintanto che ci sarà l’uscita della Tangenziale all’Anfiteatro Castrense, litigheremo nel nostro quartiere su chi dovrà assorbire questo enorme carico di traffico.

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