Cinecittà, la “Lucha y Siesta” del futuro

“Oggi è stato il giorno della festa, degli occhi puntati sul futuro, hanno detto in conferenza le attiviste della Casa delle Donne ‘Lucha y Siesta’. Oggi per me è anche il giorno in cui l’esperienza del cammino percorso al fianco di quel mondo di relazioni, cura e ricchezza nato 14 anni fa in via Lucio Sestio 10, dimostra che un’altra politica e un’altra città sono possibili. Con il riconoscimento che gli spazi delle donne e i beni comuni possono essere il centro di un’azione amministrativa che non guarda alla logica dei bandi, ma si concentra sulla costruzione di reti e rapporti di fiducia con le realtà autogestite. Non abbiamo mollato di un millimetro, portando lo sguardo femminista dentro l’amministrazione regionale. Siamo state più forti delle minacce di Virginia Raggi, che, affrontando la vertenza ‘Lucha’ con un approccio neutrale, si consegna alla città come una sindaca nemica delle donne, che non vogliamo più che rappresenti le romane e i romani in Campidoglio. Oggi finisce una fase, voltiamo pagina, iniziamo a immaginare quella ‘Lucha 2.0’ che nel mio impegno non potrà che essere nell’intersezione tra beni comuni e transfemminismo. Raccogliamo l’appello delle Luche e della Casa Internazionale delle Donne: continueremo a camminare al loro fianco, nell’immaginare una Roma in cui questi e altri spazi delle donne siano il fulcro di un nuovo modo di pensare la città”.

Così in una nota la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio Marta Bonafoni.

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