Appio Claudio nel romanzo di Fernando Fuschetti

FUSCHETTI-COPERTINA-GENNAIO-2018Ci sono le gesta dell’antica Roma, con personaggi che esaltano il nome della propria gens. “I sopravvissuti della battaglia di Teutoburgo” è un romanzo di Fernando Fuschetti, attraverso il quale l’autore racconta la storia dell’impero romano sfruttando tutte le zone d’ombra dei più importanti avvenimenti storici. Lo fa attraverso Appio Claudio Sestilio, un personaggio complesso, ricco di sfumature interiori, capace di distinguersi prima in battaglia e poi in Senato. Appio Claudio, figlio del senatore Appio Giulio, fa parte della XVII legione di stanza in Germania che insieme ad oltre 25 mila soldati viene spazzata via dai Ceruschi a Teutoburgo. Soltanto il tribuno Appio Claudio e pochi uomini delle sue centurie, tra cui due suoi amici centurioni, Caio e Marco, riescono a salvarsi. Il tribuno durante la battaglia conosce, per le invocazioni fatte dai due centurioni, il Dio degli ebrei. Da quel momento le vicende della vita di Appio si incrociano di continuo con tale Dio.

Ritornato a Roma e nominato senatore condurrà una dura lotta in senato contro Seiano che farà condannare alla pena capitale. Una serie di lutti lo inducono però ad abbandonare Roma per andare alla ricerca dei suoi due amici centurioni. Giunto ad Alessandria, apprende la presenza in Palestina di un nuovo predicatore della dottrina ebraica di nome Gesù, notizia che lo induce ad andare in Giudea.

Opera originale e avvincente quella di Fuschetti, in grado di far riemergere le atmosfere dell’antica Roma. Si è completamente avvolti da questo mondo lontano anche se presente sotto i nostri piedi. Un romanzo che sembra offrire una direzione nella ricerca della verità esistenziale di ogni essere umano. Si tratta però di una considerazione che emerge dopo la lettura perché non vi è nessun intento dichiarato o anche solo sussurrato da parte dell’autore. La voce dell’autore, infatti, è assente (come dovrebbe essere in ogni romanzo), le uniche voci sono quelle dei protagonisti, ognuno con un proprio definito e autonomo carattere.

“Avevo scelto nella prima bozza il titolo ‘I sopravvissuti della battaglia di Teutoburgo’ – racconta l’autore. “Mi sono reso conto che il lettore, con un tale titolo, poteva pensare ad un racconto della ingloriosa sconfitta dell’esercito romano a Teutoburgo, per cui percepiva che era un classico racconto storico. Ecco allora la necessità di presentare l’opera con un titolo piuttosto articolato per meglio evidenziare il protagonista e la sua storia personale incentrata sul percorso che affronterà alla ricerca della sua pace interiore”.

Ma come nasce l’idea per questa opera? “Non ricordo come sia venuto a conoscenza della disfatta di Teutoburgo subita dall’esercito romano, formato da tre legioni, ad opera di Arminio, re dei Cheruschi – continua Fuschetti. “Mi aveva colpito, nel leggere il resoconto storico, il fatto che nessuno dei circa venticinquemila soldati si fosse salvato dall’eccidio. Nacque così in me il desiderio di scrivere una storia in cui un gruppetto di soldati, capitanati dal tribuno che diventerà il personaggio principale del racconto, si salvano. Partito così ho scritto senza più fermarmi quasi come se avessi qualcuno dentro di me che mi dettasse le parole da scrivere”.

Quali sono gli argomenti fondamentali trattati in quest’opera?

“La ricerca dei valori fondamentali della vita a cui nessuno dovrebbe mai rinunciare anche cercando, come riesce ad Appio, di superare le avversità pur di giungere alla meta – conclude l’autore.

L’AUTOREFernando Fuschetti è nato a Marcianise (Caserta) il 27 aprile del 1946 e vive a Caserta. Laureatosi in Scienze Agrarie presso la facoltà di Portici Napoli inizia ad insegnare negli istituti tecnici. A 26 anni vince il concorso nel Ministero dell’Agricoltura e Foreste – Corpo Forestale dello stato ed è assegnato alla sede di Napoli.

Nel Corpo ha una brillante carriera che lo porta a diventare Dirigente Superiore (Generale) ed a ricoprire incarichi direttivi di prestigio.

Nel corso della sua lunga carriera pubblica numerosissimi articoli scientifici inerenti il suo settore di attività alcuni dei quali pubblicati da Agenzie dell’Onu, da cui riceve diversi riconoscimenti.

Svolge numerose missioni all’estero e collabora per una legislatura con la Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti in qualità di esperto.

Una volta in pensione si dedica alla sua passione di gioventù che è scrivere e raccontare storie di cui questa è già la seconda.

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