Alberone, l’ex quercia è ora un esile leccio

leccio

Piazza dell’Alberone ha il suo nuovo albero simbolico. E’ un leccio, erede della storica quercia immortalata in tante immagini d’epoca. Sostituito il terreno, eseguiti i lavori di bonifica con perforazioni nel terreno e realizzati canali per il ghiaione, il leccio alto cinque metri è stato messo a dimora dal Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale. Sostituisce un’analoga pianta prematuramente scomparsa a causa del danneggiamento da fulmine. Un altro leccio era morto nel 1986.

L’albero precedente, come spiegano dal Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale, “ha iniziato a registrare dei problemi che sono aumentati fino a che non si è potuto far altro che certificarne la morte e chiedere alla ditta fornitrice la sostituzione attraverso la prevista clausola di garanzia dell’attecchimento”. Grazie a tale clausola, il Servizio Giardini ha ottenuto dalla ditta la fornitura di altri tre lecci più piccoli, di circa 3 metri e 80 centimetri, che verranno messi a dimora sempre nella zona dell’Appio.

La consigliera del I municipio Natalie Naim, emblema dell’ambientalismo romano, giudica positivamente l’operazione, nonostante le critiche da parte di molti cittadini per le ridotte dimensioni della pianta rispetto a quelle precedenti: “Roma è una città in cui difficilmente vengono ripiantati gli alberi, dunque la notizia della piantumazione dei quattro alberi è senz’altro positiva. Era giusto piantare un albero più giovane. Quello che c’era prima, ha subito un trauma fortissimo, dovuto allo spostamento dal contesto originario. Trapiantato in un habitat diverso, tra il traffico e il cemento, non ce l’ha fatta. Questo invece, essendo più giovane, ha molte più chanche”.

La consigliera informa che Roma purtroppo in un anno, solo nelle aree pubbliche, perde circa duemila alberi, mai sostituiti. Nelle aree private va anche peggio, dove tantissime piante vengono abbattute anche senza chiederne i permessi.

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