Viale Castrense e il Comitato San Giovanni: chi è causa del suo mal…

Progetto-720x405La proposta di chiudere viale Castrense, da cui prende le mosse tutta la molto discutibile rivoluzione che il Comune ha deciso di attuare nel quartiere (senso unico in via La Spezia e via Taranto, cancellazione di centinaia di parcheggi, via Monza a cinque corsie tipo autostrada, ecc.), ha un responsabile, promotore-sostenitore del progetto di chiusura di viale Castrense: il Comitato San Giovanni.
Questa associazione, come riporta il “Chi siamo” nel sito internet, “è stata legalmente costituita nel 2009 da 11 soci promotori” (con atti timbrati alle Poste con data certa). Tra questi il consigliere del VII Municipio architetto Antonello Ciancio (ex Pd passato oggi a Liberi e Uguali), suoi parenti e collaboratori di studio. La sede è stata fissata presso lo studio dello stesso consigliere Ciancio in via Appia Nuova.
L’iniziativa è nata principalmente per ottenere il giardino pubblico di via Cesena/via Urbino. Lo stesso Ciancio ha steso un meritorio progetto per raggiungere l’obiettivo. A distanza di ormai quasi dieci anni, quello spazio verde è però rimasto così, nell’incuria più totale.
Con il tempo, alcuni degli undici promotori hanno preso altre strade. Anche perché il Comitato ha visto soprattutto il presidente Angotti partecipare – quasi sempre solitario – a tavoli istituzionali e riunioni nella sede Pd di via La Spezia, dove è stato infatti presentato il progetto per il “dopo-cantieri” della metro C a San Giovanni (c’è una ricca rassegna stampa su internet in proposito, con tanto di foto). Prevedendo appunto la chiusura di viale Castrense (molto contestata nello stesso Comitato, da cui la diaspora) e – addirittura – la chiusura di tutta piazza San Giovanni in Laterano.
Per edulcorare la pillola, il Comitato s’è fatto promotore di un progetto denominato SMS (Sangiovanni Mobilità Sostenibile) che prevede appunto la (tanto contestata) chiusura di viale Castrense. Un altro Comitato di quartiere, Tuscolano-Villa Fiorelli, ha compiuto un sondaggio per le strade del quartiere proprio sull’ipotesi di chiusura di viale Castrense scoprendo che il 75% dei cittadini si dice contrario.
Logica vorrebbe che il Comitato San Giovanni non insista su una proposta molto impopolare (la chiusura di viale Castrense) e che sta generando conseguenze molto temute da tanti cittadini.
Invece ecco l’ennesimo post pubblicato nel proprio sito dal Comitato che ora si oppone al senso unico di marcia in via Taranto e via La Spezia, conseguenza proprio di quella rivoluzione che include la chiusura di viale Castrense.
Insomma, la proposta è diventata un boomerang per lo stesso Comitato, come del resto avevamo largamente previsto: “ci sembra un provvedimento sbagliato che rischia di creare due autostrade urbane a 5 corsie, con rischi di sicurezza per i pedoni” scrive il Comitato. Ma credevate, cari Angotti e seguaci, che mettere un tappo alla fine della tangenziale (chiusura di viale Castrense) avrebbe fatto sparire il flusso di traffico, che invece finirà proprio su quella via La Spezia con i bambini della “Carducci” che vogliono l’aria pulita?
La soluzione ideale sarebbe proprio l’opposto: riduzione dei flussi sulla tangenziale, loro canalizzazione nella sola viale Castrense e finalmente il quartiere potrebbe respirare con molti meno veicoli in transito, ad esempio con l’allargamento del giardino di largo Brindisi su via La Spezia (a beneficio di Biblioteca, scuola Carducci, liceo Russell, ecc.), l’allargamento dei marciapiedi e l’istituzione di piste ciclabili che non accrescerebbero i problemi di spazio (se ci fossero meno veicoli in transito).
Basterebbe un po’ di logica per capire che se in via Nola giungono 2.300 veicoli in un’ora dalla tangenziale e di questi oltre la metà finisce in viale Castrense, con la chiusura di questa strada il quartiere riceverebbe l’assalto di decine di migliaia di veicoli in più ogni giorno.

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