via Latina (le origini)

via LatinaLa via Latina fu una delle più importanti strade del mondo romano. Il suo tracciato, di origine antichissima e spontanea, fu regolarizzato alla fine del IV secolo a.C. Raggiungeva Capua attraversando i territori della Lega Latina ed era fiancheggiata da sepolcri e sontuosi mausolei, splendide ville e acquedotti. In epoca repubblicana la via usciva, insieme all’Appia, dalle mura serviane a Porta Capena. Quando Aureliano, nel III sec. d. C., costruì la nuova cinta muraria, il tratto extraurbano della via iniziò dalla Porta Latina, ancora ben conservata, ad un solo fornice e pavimento di travertino, fiancheggiata da due torri circolari in laterizio, originariamente rivestite da blocchi di pietra. Onorio (395-423) per aumentare la sicurezza della porta ridusse il fornice esterno e forse aggiunse l’attico merlato, in cui si aprono cinque finestrelle ad arco corrispondenti alla camera di manovra. La chiusura era doppia, esternamente con una saracinesca ed internamente con due battenti.a rose e palmette e terminante in un fascio di foglie su cui si innalza una palla racchiusa da un motivo di rose (allusivo allo stemma araldico dei Paolucci) sormontato da una croce.
Resti considerevoli della strada esistono nelle vicinanze di Roma; per le prime 40 miglia, fino a Compitum Anagninum, non è seguita da alcuna strada moderna, mentre in seguito il percorso è sostanzialmente lo stesso dell’autostrada. Alcuni tratti dell’antico tracciato sono ancora visibili nel parco degli acquedotti a Roma, all’altezza degli studi di Cinecittà e vicino all’Acquedotto Claudio.
Ci son voluti tre anni di lavoro, e oggi il parco archeologico della Via Latina a Roma svela un nuovo percorso di visita. La suggestione sta tutta nel suo panorama rimasto intatto, così come appariva duemila anni fa. Il tracciato antico con i bordi dei marciapiedi, e i grandiosi monumenti funebri di illustri famiglie dell’età imperiale, che custodiscono ancora oggi capolavori mozzafiato di arte decorativa, tra stucchi bianchi e policromi, e affreschi. Un tesoro incastonato nel VII Municipio sotto l’assedio della città moderna.
 
 
 
 
 

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