Via Atella, il rifugio per sbandati dove è morta a soli 21 anni Nena

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Amelia Voican, la ragazza scomparsa da mesi, è stata ritrovata cadavere, in un dormitorio per sbandati di via Atella a due passi dal Mercato di via Sannio. Una giovane romena di 21 anni cercata sopratutto da due amiche , Caterina e Romina, che lanciarono un appello alla trasmissione  «Chi l’ha visto?» per capire cosa fosse accaduto ad Amalia.
La ragazza, che sui social e fra gli amici era conosciuta come Nena Panic, era stata vista due giorni più tardi alla stazione Termini. Sempre le amiche – che all’inizio di giugno hanno raccontato la storia di Amalia,una studentessa che da qualche tempo viveva una difficile situazione personale che la portava a stare da sola, al punto che avevano temuto fosse finita in un brutto giro – sconvolte per quello che è successo alla ventenne, hanno avviato una raccolta fondi per pagare le spese del funerale. Della morte della giovane in via Atella non è mai stata data notizia per lungo tempo. Un fatto incredibile e sconcertante, il cadavere della giovane donna era li da tempo, sotto una coperta , mentre nel rifugio continuava il via vai di sbandati che hanno reso via Atella e tutta la zona di via Sannio un porto sicuro per tossici e malintenzionati. Amalia non sarebbe deceduta per cause violente ma il corpo presentava chiari segni di morsi al volto lasciati da roditori. Sembra che – come hanno confermato i meccanici di un’officina che si trova in quella strada e sono intervenuti il 2 maggio – nessuno fra i frequentatori abbia dato l’allarme dopo il decesso, ma qualcuno si sarebbe limitato a coprire il corpo con una coperta, lasciandolo li forse per giorni.

   

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