Svarione di “Repubblica”: il cervello dei dislessici “va curato”

Dislessia_RepubblicaUn titolo infelice, forse frutto della fretta, non certo favorevole per la già fragile condizione psicologica di tanti dislessici. In occasione della Giornata mondiale della dislessia il quotidiano “La Repubblica” ha lanciato un’iniziativa di certo meritevole, cioè un portale dedicato alle persone che vivono questa condizione, sicuramente difficile, ma che non è assolutamente una “malattia da curare”. Invece il titolo di uno dei pezzi che compongono l’iniziativa del quotidiano potrebbe far pensare proprio a questo. Recita: “Dislessia: il metodo che cura il cervello”. Davvero il cervello di un dislessico “va curato”?

Se lo scopo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare e informare genitori, insegnanti e ragazzi – la materia coinvolge solo in Italia oltre 200mila studenti, circa il tre per cento della totalità – il rischio, con titoli del genere, è di creare un effetto boomerang. Specie considerando che la maggior parte degli utenti di un sito internet si ferma ai titoli.

Certo, la dislessia è una condizione “anomala” e minoritaria rispetto alla totalità. Ma non va considerata né un disturbo né una malattia, altrimenti rischia di accentuare le frustazioni nei soggetti che ne sono coinvolti. Come ricordano gli stessi articoli pubblicati dal quotidiano, che riportano anche i risultati di tante ricerche, sono importanti approcci educativi intensivi e specifici che non “curano” ma potenziano le aree cerebrali legate al linguaggio e alla visione, migliorando le performance scolastiche.

Va infatti ricordato che il dislessico ha unicamente delle caratteristiche differenti in termini di apprendimento, manifestando quasi sempre un’intelligenza superiore al normale e una creatività ai massimi livelli. E’ sufficiente ricordare i nomi di qualche dislessico decisamente celebre: Hans Christian Andersen, Ludwig van Beethoven, Napoleone Bonaparte, Michelangelo Buonarroti, Enrico Caruso, Winston Churchill, Pierre Curie, Charles Darwin, Leonardo Da Vinci, Walt Disney, Albert Einstein, Galileo Galilei, Steve Jobs, John Fotzgerald Kennedy, Guglielmo Marconi, Amadeus Mozart, Isaac Newton, Louis Pasteur, Pablo Picasso, David Rockefeller, Raffaello Sanzio, Steven Spielberg, Nikola Tesla, Vincet van Gogh, Jules Verne, Andy Wharol, George Washington, Emile Zola. Davvero il loro cervello doveva essere “curato”?

Giuseppe Smorto g.smorto@repubblica.it tramite gedispa.onmicrosoft.com gio 4 ott, 22:01

Grazie della segnalazione, abbiamo corretto il titolo.
Si trattava di un titolo vecchio formulato male
Buona serata

 

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