Riunione nella sede Pd: no alla chiusura di viale Castrense

ProgettoUn corale no alla chiusura di viale Castrense. E una netta avversione al progetto comunale di nuova viabilità per la zona tra via La Spezia e piazza dei Re di Roma, targato Movimento Cinque Stelle e sostenuto dal delegato alla mobilità di Roma Capitale, Enrico Stefàno.

E’ quanto è emerso nella riunione svoltasi mercoledì 16 maggio presso la sezione Pd di via La Spezia, indetta dalla consigliera municipale Francesca Biondo.

I numerosi convenuti, tutti abitanti della zona, hanno riscontrato con soddisfazione un allineamento di vedute: contrari all’unanimità al nodo iniziale del problema, cioè alla chiusura di viale Castrense. Tale “tappo” proprio all’uscita della tangenziale est, dove passano circa 2.300 veicoli all’ora, avrebbe conseguente nefaste: il riversamento delle autovetture sia su via La Spezia sia su via Monza, che renderebbe necessario l’adeguamento delle strade al ben maggiore flusso di veicoli (come infatti prevede il progetto). In particolare via Monza passerebbe a cinque corsie, con eliminazione di parcheggi, via Taranto passerebbe a senso unico fino a via Monza mentre via La Spezia a senso unico da via Nola fino a largo Brindisi.

Non è mancata qualche frecciatina politica. Alcuni intervenuti hanno palesemente chiesto al Pd una sorta di “ravvedimento” per essersi fatto promotore tre anni fa di un analogo progetto viario con la chiusura di viale Castrense e la creazione di un giardino “per salvaguardare le mura” (forse non accorgendosi che gli arbusti mai rimossi fanno danni ben peggiori).

La consigliera Biondo, in modo molto schietto, ha riconosciuto gli errori del passato (commessi, però, da suoi predecessori, lei è al primo mandato) e s’è messa a disposizione per organizzare assemblee dei cittadini della zona e raccolte di firme contro la chiusura di viale Castrense e per un confronto a 360 gradi sul tema. In effetti la Biondo ha lamentato soprattutto la mancanza di coinvolgimento dei cittadini da parte dei Cinque Stelle sul progetto – peraltro diffuso in modo parziale.

I convenuti hanno quindi auspicato al più presto azioni comuni di contrasto al progetto, coinvolgendo anche altri abitanti del quartiere, ad iniziare da raccolte di firme condominio per condominio e da delibere assembleari di condominio, come avvenuto in via Monza. E’ emersa anche la necessità di coinvolgere i commercianti, che sarebbero certamente penalizzati – come i residenti – dalla riduzione dei parcheggi e dalla trasformazione delle strade in autostrade.

A seguire la scheda dettagliata del progetto diffusa dal Pd:

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